Enzo e Barbara

Padova, 1998/2000



La Galleria Michela Rizzo è lieta di presentare FARE ACQUA DA TUTTE LE PARTI, bipersonale di Francesco Coccolo e del duo Enzo e Barbara, a cura di Alberto Villa. Per la prima volta in galleria, i giovanissimi artisti della classe del 1998-2001 indagano l’acqua come specchio interiore e come bene comune, tra visioni personali e urgenze ecologiche.

Dentro e fuori sono categorie fondamentali per la cultura occidentale: sono molto più che avverbi di luogo; sono definizioni di realtà. È dal confronto tra percezione sensibile ed elaborazione personale, dal combaciare o meno tra il mondo esteriore e quello interiore, che sviluppiamo la nostra esperienza, con tutte le sue accezioni di verità e menzogna, giustizia e ingiustizia, amore e potere.

Le ricerche di Francesco Coccolo (Udine, 2001) e del duo Enzo e Barbara – formato da Greta Fabrizio (Padova, 2000) e Riccardo Lodi (Padova, 1998) – possono essere lette alla luce di questa dialettica, soprattutto se prendiamo come punto di partenza il loro massimo comun divisore: l’acqua.

Francesco Coccolo, con la sua serie di video Mimoidi (2024 – in corso), trova nei flutti della laguna veneziana uno specchio interiore, foriero di esperienze sinestetiche e a tratti allucinatorie. L’incontro tra fluidità (del soggetto acquatico da un lato e del mezzo digitale dall’altro) crea una dimensione introspettiva in cui il sogno si mescola al glitch, la visione all’incomprensione, il riflesso al disturbo dell’immagine. La parola chiave per avvicinare i lavori di Coccolo è immediatezza. I suoi video non sono frutto di particolari distorsioni o postproduzioni: nel contemplarli, guardiamo la laguna, ci perdiamo nelle sue acque e nelle sue luci, ma vediamo tutt’altro. Vediamo tutti i mondi che l’acqua è in grado di evocare.

Enzo e Barbara indagano l’acqua come bene comune, come risorsa limitata, capitalizzata e inquinata ai danni di tutti. Il punto di partenza del loro lavoro è il radicamento nella ricerca bio-ingegneristica e nelle specificità del territorio veneto, in particolare rispetto al caso dell’inquinamento delle acque da PFAS (composti chimici sintetici non biodegradabili e per questo definiti “inquinanti eterni”). Dalle falde acquifere avvelenate da decenni di sfruttamento industriale emerge quindi la volontà di riflettere sulle possibilità di un loro risanamento. Il ciclo dei Depuratori, realizzato in collaborazione con Marco Selmin, è una risposta speculativa alla necessità di nuove soluzioni, ispirate ad organismi (funghi, alghe, batteri) la cui azione depurante è oggi in fase di studio.

Le ricerche proposte sono molto diverse, tanto nel medium quanto nelle intenzioni. Entrambe, tuttavia, sono supportate da disegni preparatori, tracce sonore e libri d’artista che – al di là del loro legame con le opere “madri” – assumono la valenza di lavori a se stanti, in quanto parti di un processo multimediale e multidisciplinare privo di un punto di arrivo o di partenza. Le opere in mostra non sono che fasi di cicli intrecciati, capaci di presentare l’acqua come elemento personale e collettivo: da un lato si tratta di affondare psichicamente nell’identità contemporanea, la cui fluidità si misura non solo nei generi e nelle appartenenze culturali, ma soprattutto sulla base dei contenitori sociali e mentali a cui si adatta; dall’altro si tratta di aprire la pratica artistica alla responsabilità, senza necessariamente abbandonare le capacità narrative e immaginifiche che la contraddistinguono.

“Fare acqua da tutte le parti” significa quindi riconoscere le falle e le “perdite” della nostra identità e del nostro comportamento ecologico; ma significa anche imparare ad individuare la pervasività dell’acqua come elemento in grado di connettere tutto e tutti, secondo processi di immersione ed esondazione, infiltrazione e drenaggio. Un continuo sovrapporsi e diluirsi delle categorie del dentro e del fuori.

Enzo e Barbara è un duo artistico fondato nel 2022 da Greta Fabrizio (Padova, 2000) e Riccardo Lodi (Padova, 1998). Attraverso installazioni e interventi site-specific, il progetto indaga le relazioni tra sviluppo umano, tecnologico e industriale ed equilibri naturali e sociali, con particolare attenzione al ruolo dell’arte come spazio di mediazione tra pubblico e ambiti scientifici. La loro ricerca si concentra sull’impatto delle grandi industrie sui territori e sugli ecosistemi e sulla condizione dell’acqua nell’epoca contemporanea, affrontando criticamente temi legati alla depurazione, alla gestione e alla privatizzazione della risorsa. Il territorio veneto, per conformazione e storia produttiva, costituisce il punto di partenza di una riflessione estesa a questioni ecologiche più ampie e universali.

Dal 2024 il duo porta avanti Depuratori, progetto sviluppato con il designer Marco Selmin, che integra pratiche artistiche, ricerca scientifica e progettazione. L’attività espositiva comprende mostre personali, bipersonali e collettive in Italia, tra cui Mico-Riflessioni (Padova), Veleno Veneto (Bologna), Living Rooms, 8/60, Atterraggi 1 con Lorenzo De Luigi (Venezia), Drawing Market (Bologna), Depuratore 2 (Bologna, Art City), Processo Osmotico (Gorizia), Meeting Gardens Festival (Vicenza), Transition (Venezia), Doppio Taglio (Fornovo Taro) e la bipersonale FARE ACQUA DA TUTTE LE PARTI presso la Galleria Michela Rizzo di Venezia, curata da Alberto Villa. Parallelamente, il duo sviluppa momenti di ricerca condivisa attraverso workshop, lecture e talk su acqua, ecologia e sistemi viventi, collaborando con ricercatori, designer e attivisti.

Nel 2023 Enzo e Barbara partecipano alla residenza Art and Ecology presso Parsec e risultano finalisti del Premio Fabbri; nel 2024 e 2025 sono finalisti del Premio Gabbioneta e partecipano alla residenza MAC Studi d’Artista a Padova. Dal novembre 2025 sono assegnatari di uno studio d’artista presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. Il loro lavoro è stato inoltre oggetto di pubblicazioni, interviste e approfondimenti critici su riviste e piattaforme di settore.