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Pasedena, 1955

La Basilica di San Giorgio Maggiore presenta The Shape of Time, un’importante retrospettiva dedicata alla pratica scultorea dell’artista americano Barry X Ball, che celebra l’incontro tra innovazione tecnologica e tradizione rinascimentale, all’interno del capolavoro architettonico di Andrea Palladio. Le opere dell’artista dialogheranno con lo spazio sacro della basilica, reinterpretando il passato attraverso un approccio audace e innovativo. La Basilica di San Giorgio Maggiore presenta The Shape of Time, un’importante retrospettiva dedicata alla pratica scultorea dell’artista americano Barry X Ball, che celebra l’incontro tra innovazione tecnologica e tradizione rinascimentale, all’interno del capolavoro architettonico di Andrea Palladio. Le opere dell’artista dialogheranno con lo spazio sacro della basilica, reinterpretando il passato attraverso un approccio audace e innovativo.
Barry X Ball (Pasadena, California, 1955) è un artista statunitense cresciuto in una famiglia di protestanti fondamentalisti. Si laurea nel 1977 al Pomona College di Claremont e si trasferisce a New York nel 1978, città dove tuttora vive e lavora. La sua ricerca artistica si sviluppa attraverso un linguaggio che coniuga la scultura classica con l'uso di tecnologie avanzate, come la scansione 3D, la modellazione virtuale e la fresatura CNC, dando forma a opere che uniscono la sapienza artigianale al rigore del digitale.
A partire dai suoi primi lavori su fondo oro degli anni Ottanta fino alle serie più recenti come Portraits e Masterpieces, Ball lavora sul dialogo tra passato e presente, rielaborando opere iconiche della storia dell’arte occidentale con materiali preziosi come marmo, alabastro, onice, calcite e lapislazzuli. L’ispirazione, per l’artista, è sospesa tra il richiamo al patrimonio figurativo religioso e classico, e l’urgenza di riflettere sulla condizione umana contemporanea. Proprio il suo background religioso influenza la scelta di soggetti che spesso rimandano all’iconografia cristiana, reinterpretata con un approccio visionario e tecnologico.
L’elemento della deformazione – in particolare nei volti – rappresenta per Ball uno spunto essenziale, oltre il citazionismo e la tecnica: i volti appaiono alterati, spezzati, a tratti disturbanti, ma restano vivi, espressivi e carichi di tensione emotiva. In questo modo, l’artista sposta la scultura da una dimensione puramente mimetica o celebrativa, verso un’esplorazione dell’identità, del trauma e della fragilità. Per molti critici, il suo lavoro rappresenta un “barocco algoritmico” o un “neoespressionismo digitale”, per la capacità di fondere estetica classica e processi computazionali.
Il lavoro di Barry X Ball è stato esposto in prestigiose sedi internazionali: dal Museum of Arts and Design e il PS1 Contemporary Art Center di New York, al Bass Museum of Art, al SITE Santa Fe, a Ca’ Rezzonico (in occasione della Biennale di Venezia), al Magasin 3 di Stoccolma, alla Galerie Nationale du Jeu de Paume di Parigi, al Museo Cantonale d’Arte di Lugano, al MART di Trento e Rovereto, fino al Today Art Museum di Pechino, al Musée d’Art Contemporain de Lyon, alla Kunsthalle Krems e a Le Printemps de Septembre.
Tra le mostre personali e collettive più recenti si ricordano Barry X Ball: Remaking Sculpture, Nasher Sculpture Center, Dallas (2020), The Figure in Process: From de Kooning to Kapoor 1955–2015, Pivot Art + Culture di Seattle (2015–2016), Phantom Bodies: The Human Aura in Art, Frist Center for the Visual Arts, Nashville (2015–2016). Nel 2024 ha partecipato alla collettiva Pious & Profane presso Patricia Low Contemporary a Gstaad e nel 2025 presenta la mostra The Last God alla Mario Diacono Gallery di Boston. In precedenza, nel 2011, aveva esposto nella mostra Portraits and Masterpieces a Ca’ Rezzonico, collegata alla Biennale di Venezia.
Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali e private, tra cui quelle del Hammer Museum, San Francisco Museum of Modern Art, Norton Museum of Art, Collezione Maramotti, Magasin 3 Stockholm Konsthall, FRAC Bretagne, Museo Cantonale d’Arte, MART di Trento e Rovereto, Collezione Berlingieri, The Olbricht Collection e Collezione Panza.
La poetica di Barry X Ball guarda all’opera antica senza mai risultare dissacrante: l’artista afferma di voler “proiettare nella contemporaneità ciò che potrebbe apparire una reliquia del passato”. La sua è una scultura che celebra, che ricerca emozioni estreme attraverso forme scavate e materiali vibranti, aprendo a una nuova concezione del ritratto e del corpo scolpito. Ogni scultura diventa così un organismo a sé, autonomo per immagine e concetto, sospeso tra memoria e reinvenzione.
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