New York, 1950

ANDRES SERRANO
Sacro e profano
1983-2019
A cura di Valerio Dehò
Opening: 12 settembre dalle ore 18:00
12/09 - 14/11/2026
La storia artistica di Andres Serrano (New York, 1950) è già un mito. Molte delle sue fotografie sono diventate delle icone contemporanee, è uno degli artisti che ha influenzato maggiormente la cultura visiva dagli anni Ottanta a oggi. Presentando a Venezia una sua antologica, raccolta in una ventina di grandi lavori, si propone al pubblico e ai collezionisti un percorso creativo straordinario che va dalle splendide opere del periodo iniziale (Early works) come Crucifix del 1983 e Pietà del 1985, fino a Black face (Serie Infamous) del 2019. Serrano si è sempre sentito un artista che usa la fotografia e si è richiamato a Marcel Duchamp, alle sue provocazioni e al suo giocare con le interpretazioni delle opere, con i significati diversi di immagini forti
spesso legate ai titoli in modo dialettico. Piss Discus (1980) o Black Jesus (1990) fanno parte della serie delle Immersion, foto in cui Serrano riprende degli oggetti che rappresentano soggetti sacri o artistici immersi nell’urina. Alcune opere come Piss Christ (1987) hanno spesso suscitato l’attacco delle organizzazioni cattoliche, ma lo stesso artista americano è vissuto in un ambiente familiare fortemente religioso.
Il valore delle Immersion non consiste nell’offendere banalmente dei simboli legati alla religione o alla bellezza dell’arte, ma nel mostrare come il liquido corporeo non nasconde il potere dei simboli, ma li esalta. Il liquido immerge i soggetti in una luce giallo-rossastra leggermente velata metafisica. Del resto, Serrano lavora sempre in studio tranne rarissime eccezioni, quello che “si vede” nelle opere nasce sempre da una progettualità attenta e mai casuale. La sua attenzione al mondo dell’arte è continua e corre di pari passo con i suoi straordinari personaggi che sembrano usciti da pagine di letteratura e invece appartengono alla realtà di luoghi vicini come gli USA o come Gerusalemme, dando spesso dignità a sconosciuti, homeless (Serie Nomads), o personaggi fuori dall’ordinario. A questo proposito Andres Serrano dice esplicitamenteb che questi ritratti fotografici, sempre realizzati in studio, sono dei veri e propri autoritratti, le persone si presentavano vestite e predisposte a diventare delle icone.
Una serie sempre particolare e di valore assoluto è quella dedicata alla Morgue, la camera mortuaria, in cui soprattutto morti senza nome (Dead Unknown, 1992) vengono portati per verificare le cause del decesso. Sono tutte immagini di una forza unica, con dettagli come le mani o un particolare del viso, come nel caso di una bambina morta per meningite Fatal meningitis 1992, una serie che esprime una grande pietà umana di valore iconografico unico.
Il titolo della mostra Sacro e profano fa comprendere come il lavoro del fotografo newyorkese oscilla continuamente tra questi due poli che mettono insieme la vita vissuta e l’arte, la sacralità vissuta a livello iconico e popolare. Tre opere della serie Holy works del 2011 sono il punto di equilibrio perfetto: El gran cabron , The Grand Cardinal e Pietà sono immagini che incutono rispetto e paura, che lavorano sul limite tra luce e ombra, tra fanatismo e ragione. Sono foto di simboli tra religione e superstizione,ancora una volta Serrano affronta il tema della divinità nell’uomo e nella sua
immaginazione.
Questa mostra affronta anche altri temi caratteristici di Serrano come i tabù della sessualità nelle sue declinazioni, anche estreme o come anche la presenza degli anonimi incappucciati del KKK. E vi è anche il ritratto di Donald Trump, realizzato nel 2004 nell'ambito della serie America. A partire dalla sua prima elezione alla Presidenza degli Stati Uniti, Serrano ha infatti sviluppato l'installazione The Game: All Things Trump, una sorta di ritratto multimediale dell'uomo e di come è riuscito a diventare Presidente, costruito attraverso un vasto insieme di gadget, oggetti, immagini e documenti. Il progetto è stato proposto per il Padiglione degli Stati Uniti alla Biennale di Venezia di quest'anno.
Andres Serrano è nato a New York (Stati Uniti) nel 1950. Vive e lavora a New York. Diplomatosi nel 1969 alla Brooklyn Museum Art School di New York (Stati Uniti), Andres Serrano fa parte degli artisti contemporanei più riconosciuti sulla scena internazionale.
Tra le più importanti mostre personali: Andres Serrano - Retrospective alla Moscow House of Photography (Russia, 2005), Dark Places al Santa Monica Museum of Art (Stati Uniti, 2006), Beautiful Suffering - Photography and the Traffic in Pain al Williams College Museum of Art (Stati Uniti, 2006), En Las Fronteras a Villa Croce Museo d'Arte Contemporanea di Genova (Italia, 2006), A History of Sex al Kulturen di Lund (Svezia, 2007), Andres Serrano al Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts di Ajaccio (Corsica, 2014), Ainsi soit-il al Château de Villeneuve, Fondation
Emile Hugues a Vence (Francia, 2015), Redemption al Fotografiska Museum di Stoccolma (Svezia, 2015), Andres Serrano al Void Derry a Londonderry (Irlanda, 2016), Torture alla Collection Lambert, Avignone (Francia, 2016), Ainsi soit-il alla Collection Lambert ad Avignone (Francia, 2016), Uncensored photographs ai Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles (Belgio, 2016), Andres Serrano alla Maison Européenne de la Photographie a Parigi (Francia, 2016), Andres Serrano al Petit Palais a Parigi (Francia, 2017), Andres Serrano - Revealing Reality allo Huis Marseille ad Amsterdam (Paesi Bassi, 2017), Torture alla Stills Gallery a Edimburgo (Regno Unito, 2018), The Game - All Things Trump presso ArtX a New York (Stati Uniti, 2019), Infamous alla NeueHouse, Los Angeles e al Fotografiska New York (USA, 2020), Torture by Andres Serrano - A/political Project al Municipal Theatre of Pireaus, Atene (Grecia, 2021) e Infamous al Fotografiska Stockholm (Svezia, 2022).
Ha inoltre partecipato a numerose e significative mostre collettive, tra cui: Street & Studio: An Urban History of Photography alla Tate Modern di Londra (Inghilterra, 2008), Traces du Sacré al Centre Pompidou a Parigi (Francia, 2008), Autourde l'extrême alla Maison Européenne de la Photographie a Parigi (Francia, 2010), Unsettled: Photography and Politics in Contemporary Art al Philadelphia Museum of Art (Stati Uniti, 2011), NYC 1993 al New Museum di New York (Stati Uniti, 2013), Le Mur a La Maison Rouge a Parigi (Francia, 2014), Slip of the tongue a Punta della Dogana, presso la Collezione Pinault a Venezia (Italia, 2016), Perfect Likeness: Photography and composition al Hammer Museum di Los Angeles
(Stati Uniti, 2016), Nothing but blue skies alle Rencontres de la photographie d'Arles (Francia, 2016), LOVE STORIES durante i PHOTAUMNALES 2016 La Beauvais (Francia, 2016), An incomplete history of protest al Whitney Museum of American Art a New York (Stati Uniti, 2018), Show your wound al Dom Museum di Vienna (Austria, 2018) e Incarnations - African Art as Philosophy al Palais des beaux-arts - BOZAR a Bruxelles (Belgio, 2019). Le opere di Andres Serrano sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche, come quella Idel MoMA di New York (Stati Uniti), la Maison Européenne de la Photographie a Parigi (Francia), lo Huis Marseille (Paesi Bassi), la National Gallery of Australia a Canberra (Australia), la Vancouver Art Gallery (Canada), il Museum of Contemporary Art Zagreb (Croazia), l'ARKEN Museum for Moderne Kunst a Copenaghen (Danimarca), il CAPC Musée d'art contemporain di Bordeaux (Francia), la Collection Lambert ad Avignone (Francia), l'Institute of Contemporary Art ad Amsterdam (Paesi Bassi), l'Israel Museum a Gerusalemme (Israele), il Centro Cultural Arte Contemporaneo a Città del Messico (Messico), il Whitney Museum of American Art a New York (Stati Uniti), il Brooklyn Museum (Stati Uniti), l'Institute of Contemporary Art di Boston (Stati Uniti), il Modern Art Museum di Fort Worth (Stati Uniti), il New Museum of Contemporary Art di New York (Stati Uniti), il Groninger Museum (Paesi Bassi) e la Corcoran Gallery of Art a Washington (Stati Uniti).
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