GIUSEPPE ABATE

Bari, 1987



04 dicembre - 05 febbraio 2022
Opening: 4 dicembre 2021, h. 15.00 - 19.00

In collaborazione con Microclima

Per la sua prima mostra personale alla Galleria Michela Rizzo Giuseppe Abate presenta un progetto sul pollo. Utilizzando materiali derivati dagli scarti della lavorazione del pollame in ambito alimentare quali ossa, sangue, gusci d’uovo e altro, l’artista propone un corpus di opere inedite che riflettono sulla società del consumo.
“Quando ho iniziato questa ricerca circa tre anni fa, mi trovavo a Londra, dove sono stato attratto dal numero di insegne di chicken shops che vedevo per strada e da quante volte apparisse la parola chicken sui cartelloni pubblicitari. In seguito, attraverso l’analisi di pubblicità, modi di dire, libri, film, cartoni animati e video di risse accadute nei chicken shops, ho capito che il pollo rappresenta per la cultura occidentale molto di più che una specie animale”.
Here Comes the Rooster, ecco che arriva il galletto, è una mostra che presenta opere realizzate da Abate tra il 2019 e il 2021 per mezzo di diverse tecniche: pittura a tempera, acquerello, cartapesta, mosaico, disegno a pirografo e video animazione.
Black Burned Bones (Nero d’ossa bruciate), Eggshell Complexion (Incarnato di guscio d’uovo), Livorno’s White (Bianco di Livorno) e Sienna Rooster Blood (Sangue di gallo di Siena) sono i quattro pigmenti utilizzati nelle pitture in mostra, polveri elaborate dall’artista a partire dagli scarti organici del pollo. Le ritroviamo nella serie di tempere all’uovo su tela The Cockpit, dove immagini di violenza ambientate nei chicken shops di Londra – fast food dove si può comprare per pochi pound pollo gustoso ma di scarsa qualità – vengono contrapposte a copie di ritratti di galli vincenti nel cockfight, sport molto popolare in Inghilterra fino a metà del XIX secolo.
I gusci delle uova lavorati e trasformati in tessere, vengono utilizzati da Abate per realizzare due mosaici dal nome Walking on the eggshells, camminare sui gusci d’uovo. Con la loro membrana testacea sono state invece create due carte di piccolo formato, sulle quali con un pirografo è stata trascritta la canzone Evidently Chicken Town (1980) di John Cooper Clarke, un brano che, con un ritmo tagliente, paragona gli abitanti di Londra a tanti polli confusi che non conoscono lo scopo delle loro esistenze frenetiche. I disegni che si intrecciano al testo della canzone sono invece riproduzioni di immagini presenti sulle insegne dei chicken shops londinesi che l’artista ha fotografato tra il 2019 e il 2020.
Con i cartoni utilizzati per l’imballaggio delle uova Abate ha realizzato la serie di sculture in cartapesta Cartoni che raffigura alcuni personaggi presenti in film d’animazione che hanno come soggetto il pollo. La volpe Foxy Loxy, con la pancia piena di polletti è il personaggio del cortometraggio Disney Chicken Little (1943), commissionato dal governo americano a Walt Disney per fare propaganda antinazista durante la Seconda guerra mondiale. Dopo avere letto un libro di psicologia su come manipolare le masse (Chicken Town), la volpe convince un gruppo di polli a lasciare il proprio pollaio per mettersi al riparo in una grotta e, chiusa l’unica uscita, divora tutti i volatili, contrariamente al solito lieto fine Disney.
Sempre parte della serie Cartoni sono i due protagonisti della pubblicità animata della KFC Hugo & Holly (1970): alle sculture dei due bambini, si aggiunge infine in mostra un’animazione della stessa pubblicità disegnata interamente con tempera all’uovo e il pigmento Sienna Rooster Blood.
La foresta dipinta sulle pareti della galleria è una tempera all’uovo realizzata con il pigmento Black Burned Bones e fa riferimento alla moda del paesaggismo nella pittura murale e nella tappezzeria d’interni nell’Inghilterra tra il XVII e il XIX secolo. Polli, pulcini, galline e galli vi scorrazzano liberi in un paesaggio esotico, reclusi in un genere artistico inestricabilmente legato alle pratiche e alle ideologie dell’impero (W.J.T. Mitchell, Landscape and Power, 1994).

Giuseppe Abate (Bari, 1987) ha ottenuto un MA presso la Central Saint Martins University di Londra (2020), dopo essersi laureato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia (2012). Nel 2014 è stato selezionato per il programma di residenza della Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; dal 2016 al 2017 ha partecipato al programma di residenza Guwahati Research Program promosso dall’associazione Microclima in Assam (India). Nel 2018 è stato finalista del Premio Cairo, nel 2017 vincitore del progetto 51° Vinitaly, curato da Artissima e Regione Piemonte.
Il suo lavoro è stato esposto presso diverse istituzioni tra cui: Somerset House (Londra UK, 2021); Dutch Design Week (Eindhoven NL, 2020); Palazzo Barolo, A Collection (Torino IT, 2019); Palazzo Mocenigo (Venezia IT, 2018); Assam State Museum (Guwahati IN, 2017).

Giuseppe Abate (Bari, IT, 1987) MA Material Futures, Central St Martins College (London UK, 2020). BA Painting Fine Arts Academy (Venice IT, 2011).
His work has been exhibited in various institutions and art galleries such: Somerset House (London UK, 2021) Spazio Cabinet_Studiolo (Milan IT, 2020); Dutch Design Week First Online Show (2020); ADA Project Gallery (Rome IT, 2019); Palazzo Barolo, Artissima (Turin IT, 2019); Palazzo Mocenigo (Venice
IT, 2018); Assam State Museum (Guwahati IN, 2017); Museo Nazionale della Montagna (Turin IT, 2016); Fondazione Bevilacqua La Masa (Venice IT, 2011; 2013; 2014; 2015); Rob Pruitt Flea Market c/o A + A Galley (Venezia IT, 2015); Studio d’Arte Cannaviello (Milan IT, 2013); Museo di Arte Contemporanea Pino Pascali (Bari IT, 2012); Galleria Municipale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (Monfalcone IT, 2011). In 2014 he won the one year residency program prize at Fondazione Bevilacqua La Masa, Venice IT. Between 2016 and 2018 he has been invited to the Guwahati Research Program curated by Microclima Venice, Guwahati, Assam IN. In 2018 he has been finalist at Premio Cairo, Milan IT.