DAVID RICKARD

Nuova Zelanda, 1975



Il flusso di materiali e le informazioni collegano i due principali corpi di lavoro all'interno della mostra personale "Throwing Dice in the Dark” presso la GMR.2 di Mestre.

Rotolano sul pavimento, un gruppo di mappamondi passa da una parete all'altra ruotando sul proprio asse prima di scontrarsi tra loro e rimbalzare in nuove direzioni. I mappamondi, provenienti da luoghi ed epoche diverse, incarnano diverse visioni del mondo. Tuttavia, al di là delle molteplici culture e storie impresse sulle loro superfici, c'è la possibilità dell’ “interpretazione a molti mondi” - Many Worlds Interpretation - proposta per la prima volta da Hugh Everett negli anni Cinquanta per conciliare elementi incompatibili della fisica quantistica. Questa teoria propone che tutti i possibili risultati delle misurazioni quantistiche siano fisicamente realizzati in qualche "mondo" o universo. Come tale, la nostra realtà è forse solo una di tanti universi paralleli e costantemente divisi. Durante la mostra i mappamondi si scontrano continuamente tra loro e con le pareti della galleria, lasciando lentamente una sottile linea di marea sulle pareti sotto i mondi nuvolosi dei dipinti Premonition. Queste nuove opere utilizzano acqua piovana e inchiostro su tela per raffigurare modelli me t e o ro l o g i c i c re a t i da a l g o r i tmi di apprendimento automatico, sfruttando la sostanza delle nuvole reali per raffigurare i loro alter ego virtuali. All'interno dei dipinti si librano nello spazio brevi frasi, ognuna delle quali è stata estratta dalle affermazioni fatte dal chatbot di Google LaMDA durante una conversazione con l'ingegnere Blake Lemoine nel 2022, che perse il lavoro per aver annunciato la natura senziente del sistema. Con l'IA che influenza sempre più le nostre vite in campi che vanno dalla medicina, alla manifattura e alla meteorologia, i quadri Premonition codificano gli strati psicologici nell'output digitale di una mente basata sul cloud. L'espressione "lanciare dadi al buio” - throwing dice in the dark - è stata citata da Niels Bohr nelle sue lunghe discussioni con Albert Einstein sulla natura della fisica quantistica, tuttavia il flusso di risultati non visti in un mondo di possibilità casuali offre anche nuove connessioni di fusione tra il nostro mondo fisico e quello digitale.

David Rickard

David Rickard (Nuova Zelanda, 1975) è un artista Neozelandese che vive a Londra. I suoi precedenti studi in architettura hanno avuto un forte impatto sulla sua pratica artistica, includendo nei lavori lo studio e l’interesse per i materiali e la dimensione spaziale. Attraverso la ricerca e la sperimentazione, il lavoro di David Rickard cerca di capire qual’è l’attuale percezione del mondo fisico e quando essa sia lontana da ciò che chiamiamo realtà. Le sue mostre più recenti sono: Echoes from the Sound Barrier, Ashburton Art Gallery, NZ (2019-20), ₡URR€₦₡¥, NOME, Berlino (2019), Futuruins, Palazzo Fortuny, Venezia, in collaborazione con Museo di Stato Hermitage, San Pietroburgo(2018); AND A 123, Castlefield Gallery, Manchester, UK (2017); Het Zalig Nietsdoen, Kranenburgh Museum, Bergen, Paesi Bassi, (2017); Not Really Really, The Frederic de Goldschmidt Collection, Bruxelles, Belgio (2016); O, CØPPERFIELD, London (2016); A Bag of Atoms, Balzer Projects, Basilea (2016); Open Forest, The Jerwood Space, London, UK (2016); Flags, Serra di Giardini, Venezia (2015); Alchemy, State of Change, NEST, The Hague (2014); All Vertical Lines Intersect, Galleria Michela Rizzo, Venezua (2013); Intersections, Weizmann Institute, Tel Aviv (2012); Round the Clock, 54th Biennale di Venezia (2011); Beyond Ourselves, The Royal Society of Science, Londra (2011). Il lavoro di David Rickard è stato pubblicato in articoli ed interviste all'interno del New York Times, The Times, The Independent, Frame, Kunstbeeld, Drome and Flash Art among others.

David Rickard (Nuova Zelanda, 1975) è un artista Neozelandese che vive a Londra. I suoi precedenti studi in architettura hanno avuto un forte impatto sulla sua pratica artistica, includendo nei lavori lo studio e l’interesse per i materiali e la dimensione spaziale. Attraverso la ricerca e la sperimentazione, il lavoro di David Rickard cerca di capire qual’è l’attuale percezione del mondo fisico e quando essa sia lontana da ciò che chiamiamo realtà.

Le sue mostre più recenti sono: Echoes from the Sound Barrier, Ashburton Art Gallery, NZ (2019-20), ₡URR€₦₡¥, NOME, Berlino (2019), Futuruins, Palazzo Fortuny, Venezia, in collaborazione con Museo di Stato Hermitage, San Pietroburgo(2018); AND A 123, Castlefield Gallery, Manchester, UK (2017); Het Zalig Nietsdoen, Kranenburgh Museum, Bergen, Paesi Bassi, (2017); Not Really Really, The Frederic de Goldschmidt Collection, Bruxelles, Belgio (2016); O, CØPPERFIELD, London (2016); A Bag of Atoms, Balzer Projects, Basilea (2016); Open Forest, The Jerwood Space, London, UK (2016); Flags, Serra di Giardini, Venezia (2015); Alchemy, State of Change, NEST, The Hague (2014); All Vertical Lines Intersect, Galleria Michela Rizzo, Venezua (2013); Intersections, Weizmann Institute, Tel Aviv (2012); Round the Clock, 54th Biennale di Venezia (2011); Beyond Ourselves, The Royal Society of Science, Londra (2011).

Il lavoro di David Rickard è stato pubblicato in articoli ed interviste all'interno del New York Times, The Times, The Independent, Frame, Kunstbeeld, Drome and Flash Art among others.

Curriculum Vitae