BENJAMIN BERGMANN

Wuerzburg, 1968



21.09 - 23.11

La collettiva a cura di Elena Forin nasce da un dialogo sul rapporto tra pesantezza e leggerezza, in cui gallerista e curatrice si sono chieste quali potessero essere i valori da mettere in campo per affrontare questa opposizione.
Solo inizialmente lo scambio è rimasto focalizzato su una lettura circoscritta del concetto di peso, e ben presto la conversazione si è mossa per immagini legate all’universo poetico di alcuni artisti spostandosi in maniera naturale verso territori al limite tra le due categorie.

Quali possibilità sono connesse alla materia, al peso e al suo contrario?
Quanto sono letterali i concetti di pieno e vuoto?
Quale invece il confine tra la consistenza e il suo opposto?
Quali percezioni e attivano questi due universi?

La mostra si sviluppa quindi nel tentativo di dare alcuni spunti per la risposta a queste domande e come un tentativo di mettere a fuoco spazi misti, in cui la certezza lascia il posto alla possibilità. E in cui l’idea di limite segna una soglia verso nuove letture del reale
e della visione.

Muovendosi attraverso le opere di Matthew Attard (Malta, 1987), Benjamin Bergmann (Wuerzburg, 1968), Federico De Leonardis (La Spezia, 1938), Giorgia Fincato (Bassano del Grappa, 1982), Riccardo Guarneri (Firenze, 1933), Saverio Rampin (Venezia, 1930-1992), David Rickard (Nuova Zelanda,1975), Mariateresa Sartori (Venezia, 1961) e Roman Signer (Appenzell, Svizzera, 1931) il pubblico potrà così sperimentare nuove strategie di superamento di confini e categorie consolidate nella percezione e nella lettura del
presente.

Benjamin Bergmann (Wuerzburg - Germania, 1968), vive e lavora a Munich.

Nei primi anni ’90 studia le tecniche di intaglio del legno e dal 1995 al 2001 studia all’Academy of Fine Arts di Munich.
Prodotti a partire dal 2001, i più eccezionali lavori di Bergman seguono la tradizione di creare mondi da sogno, che combinano il collage di materiali dello stile modernista classico con elementi dell’ambiente americano. Bergmann crea inoltre oggetti che hanno sempre un’aria di incompletezza, usando materiali che non corrispondono a quelli degli oggetti originali: per esempio i suoi Wetmop e Sudarium sono realizzati in bronzo o alluminio. Si può dire che fermi oggetti usati nella vita reale privandoli di senso e funzione originari. Ha esposto i suoi lavori nelle mostre di tutto il mondo: Germania, Canada e USA. Ha anche vinto varie borse di studio d’arte .

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